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Skater, editore ed agente di moda: tre volti in un solo film dedicato a Federico Faccioli

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Federico Faccioli è noto non solo come editore della casa editrice no-profit Aletheia ma anche per il suo impegno nella divulgazione dello skate-boarding tra i giovani grazie alla collaborazione con Vans e Radio DeeJay e come agente di moda; questa sua poliedricità è stata spunto per un film a lui dedicato a breve in uscita nelle sale. Oggi lo intervisteremo per scoprire di più su lui ed i suoi progetti.

Intervistatore: Ciao Federico. Sappiamo che a breve uscirà il tuo corto dedicato alle tue più grandi passioni. Ci spieghi di cosa si tratta?

Federico: Ciao Emiliano. Prima di tutto ti ringrazio per l’intervista concessa. Per arrivare al sodo della risposta, il film di cui sarò protagonista sarà una dedica alle mie tre più grandi passioni, lo skater, la scrittura e la moda. Ho voluto dedicare tutto il mio tempo a loro perché nella mia vita non ho sempre fatto dei lavori che mi piacevano e comunque arrivavo a stento alla fine del mese. Così mi sono reso conto di voler cambiare strada, di voler abbandonare una vita che non sentivo mia e di impegnarmi per quello in cui mi sento portato. Scrivo da quando ho 10 anni, adoro lo skate-boarding impegnandomi con numerose firme importanti per la sua promozione e amo ciò che riguarda la moda. Ed eccomi qui! Il film rappresenta la rivalsa del mio vero io per ciò che amo fare e sono sicuro che andrà alla grande per questa ragione.

I: In che modo il tuo impegno con l’editoria si inserisce con la tua presenza sul grande schermo?

F: Questa mia esperienza sul grande schermo si inserisce nel mio lavoro come editore perché fa tutto parte del mio impegno 24 ore su 24 nel fare ciò che più mi piace. Non sono parti separate di me ed è necessario che ciascuna parte sia soddisfatta al massimo perché voglio vivere in maniera piena la mia giornata e non suddividerla in un eterno ciclo tra lavoro/svago/riposo.

I: Quindi dedichi tutto te stesso all’arte, anche in suo forme diverse. Ma Federico ti faccio una domanda scomoda: che senso ha fare arte in Italia visto che non è valorizzata?

F: Ti rispondo molto volentieri dicendo che per me fare arte è un atto di protesta verso la società che stiamo vivendo perché ritengo imprescindibile il legame dell’arte all’etica, che è qualcosa che si sta perdendo in Italia. Molto spesso chi vediamo in televisione non ha dei reali valori ma è lì solo perché ricco, perché è stato con questa o quello, ha comprato l’ultimo modello di qualcosa. Questo stile di vita è vuoto e con l’arte ho intenzione di scuotere le coscienze per far rendere conto che è un modello sbagliato a cui non bisogna ispirarsi. E mi impegno in ciò con la mia casa editrice Aletheia attiva 24 ore su 24 come me, che dà opportunità agli scrittori di rivelarsi autentici e cambiare questo cattivo trend in Italia.

I: Quindi pensi che l’arte in futuro avrà la meglio? Come te la immagini in Italia tra un pò di anni?

F: Penso che l’arte per avere la meglio debba cambiare proprio come è cambiata la società negli ultimi 30/40 anni. Adesso abbiamo strumenti come Internet che possono portare un’opera d’arte ad un altro livello rendendola disponibile a tutto il mondo ma questi strumenti ancora sono poco utilizzati per questo scopo secondo me. Si pensa più alla tecnologia come un modo per progredire quando per me sta eliminando posti di lavoro e non viene usata realmente per un fine più sociale. L’arte a mio parere sopravvivrà a seconda di ciò che decideranno le nuove generazioni.

I: Federico per te è più importante l’opera o il personaggio?

F: Purtroppo devo rispondere il personaggio perché da editore della casa editrice Aletheia ho notato tante volte che anche se un’opera spacca non viene accolta bene perché chi c’è dietro non è recepito come qualcuno con caratteristiche forti o che magari non è disposto a rischiare davvero il tutto per tutto per ciò in cui crede. La gente ha bisogno di fidarsi dell’autore e non si accontenta solo dell’opera ma vuole di più, vuole sapere che è valsa la pena investire il proprio tempo e denaro. Ed avere l’appoggio dal pubblico è fondamentale per diffondere la propria opera d’arte altrimenti sarà di nicchia e non scuoterà la coscienza di nessuno.

I: Federico ultima domanda per te. Visto che dai importanza al personaggio dietro l’opera, come stimoli i nuovi scrittori con la tua casa editrice no-profit Aletheia?

F: Li stimolo dando fiducia a loro, dandogli il mio numero personale di cellulare senza segretarie o altri intermezzi e questo lo faccio perché mi piace avere un rapporto diretto e chiaro con i miei scrittori. Li stimolo facendo firmare contratti che sono identici a quelli degli altri autori, dando la stessa opportunità a tutti; inoltre li aiuto nella diffusione dell’opera in quanto Aletheia mantiene dei legami che permettono la distribuzione del libro in numerose librerie, permettendo all’autore di essere conosciuto anche con presentazioni della sua opera e poche case editrici in Italia fanno questo senza chiedere contributi allo scrittore e questo fa molta differenza.

I: Va bene Federico. Ti ringrazio per il tempo passato per questa intervista e ti auguro di portare avanti i tuoi progetti con sempre più estro e voglia di fare.

F: Grazie a te Emiliano. Ricordo ai lettori di visitare il sito di Aletheia editore, la nostra pagina Facebook ed il mio blog su http://www.laghigliottina.com. Grazie per questa intervista nata dal cuore e non dalla mente.

 

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