Letteratura straniera

Una Vita di Poesia: Charles Baudelaire

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                                    “Quando si ha un figlio come me non ci si risposa

Da una lettera di Charles alla madre

Charles Baudelaire è tra gli artisti più enigmatici e controversi, noto per i suoi vizi, le sue poesie e la fama d’essere maledetto. Ma cosa si nasconde dietro la sua figura? Cosa ha reso l’uomo Baudelaire il poeta che ora tutti conosciamo?

Dal carattere poliedrico ed acuto, Baudelaire scrive una poesia ricca di spunti di riflessione su numerosi interrogativi riguardanti la sua vita. Tra questi, uno che sta alla base della sua figura è la relazione tra il poeta ed il sesso femminile. Leggendo “Le Fleurs du Mal”, infatti un aspetto che subito viene colto è il rapporto contraddittorio che Baudelaire sviluppa con le donne. Queste infatti hanno accompagnato lo scrittore durante tutte le sue fasi, da quella giovanile fino al periodo bohémien e del dissesto economico, giocando così un ruolo fondamentale nella sua vita sentimentale ed artistica. Dalle poesie che Baudelaire dedica alle sue numerose amanti, si nota che di loro non prediligeva un particolare carattere (infatti ebbe relazioni con donne molto diverse, passando sia dalle braccia della donna angelo e sia da quelle più carnali) ma tutte condividevano un elemento non indifferente agli occhi del poeta, un mistero che le rendeva oscure ed incomprese, e che contribuiva alla loro bellezza. Questo stesso mistero infatti, se da un lato avvicinava il poeta alle donne, lasciandolo invaghito di chi lo possedeva, dall’altro lo spaventava, costringendolo in ultimo a ripudiarle e maledirle poiché non le comprendeva fino in fondo. Per questo motivo, il poeta è rimasto ossessionato da ciò per il resto della sua vita, cercando di risolvere quel mistero attraverso nuove relazioni che però lo lasciavano insoddisfatto.

La soluzione di questo mistero è sicuramente da ricercare all’interno del complesso rapporto tra Baudelaire e sua madre. Infatti il carattere già sensibile e ribelle del poeta in giovinezza viene ulteriormente scosso quando lei decide di sposare in seconde nozze un altro uomo in seguito alla morte del primo marito, gesto che l’artista considererà come essere abbandonato e lasciato da parte dalla stessa persona che lo aveva messo al mondo, creando così una frattura nel suo animo che tenterà costantemente di risanare colmandola con le attenzioni di altre donne senza però riuscirci. Quello che Baudelaire infatti mancava di raggiungere era l’amore originale, ottenuto senza riserve, che poteva essere donato solo ed esclusivamente da una madre verso il proprio figlio, un amore che continuasse duraturo nonostante i suoi vizi e le sue ossessioni, e che lo accettasse per quello che realmente era. Ed è qui che si nasconde il mistero che il poeta ha cercato di risolvere, ovvero la capacità che ha una donna di amare ed abbandonare, accettare e rifiutare, giurare e poi tradire, come se ciò non compromettesse nulla nel suo animo. Tutto ciò indusse in Baudelaire un complesso di Edipo, alterando la sua concezione di donna tanto che chi non lo ha compreso lo appellò come misogino. Proprio la prima sensazione di abbandono provata dalla madre, a mio avviso, convertì Baudelaire da semplice uomo a complesso artista, concedendoci ai giorni nostri di gustare immensa poesia ottenuta però in cambio di una vita tormentata in perenne ricerca di qualcosa che troverà solo negli ultimi anni, quando si riavvicinerà alla madre, dopo la morte del patrigno. Proprio quest’ultima dirà di Baudelaire “Se Charles si fosse lasciato guidare dal suo patrigno, la sua carriera sarebbe stata ben diversa. Non avrebbe lasciato un nome nella letteratura, è vero, ma saremmo stati tutti e tre felici”.

Anche in questo caso, come per Agosta Kristof nell’espisodio precedente, se la vita non avesse agito con le sue difficoltà non avremmo avuto la poesia.