Arte

La malafede va in scena ad Aversa

“Ci si mette in malafede come ci si addormenta e si è in malafede come si sogna. Una volta realizzato questo modo d’essere, è altrettanto difficile uscirne, come svegliarsi; la malafede è un tipo di essere nel mondo come la veglia e il sonno, che tende per se stesso a perpetuarsi.”

L’essere e il nulla, Jean Paul Sartre

Ripercorrendo i passi del filosofo francese Jean Paul Sartre, la malafede (dal latino “mala fides”), in quanto unità di coscienza, non può che essere intimamente congenita all’uomo. Essa si sbroglia dalla “umana, troppo umana” matassa della menzogna, con impudica irriverenza la trascende, collocandosi nell’olimpo dell’intrinseca essenza umana. La menzogna, infatti, scaturisce dall’interno, è l’atto di mascherare se stessi, fregiandosi di inganni e fallacie, di alterare la propria immagine edulcorandola; è sagace espressione della “coscienza cinica”, consapevole di occultare la nitida verità. La malafede, al contrario, si cesella come una mastodontica bugia che l’uomo incoscientemente racconta a se stesso per tutta la sua vita, nel tentativo di sfuggire alla condanna della libertà, che lo conduce nelle sabbie mobili di una piena responsabilità.

Ed è proprio al germe della mala fides sartriana che attinge la singolare iniziativa del Collettivo Malaterra: antinomicamente si pone la verità, l’uomo che presta fede alla sua iridescente interiorità e ad essa docilmente obbedisce, declinandola in sublimi forme d’arte. E l’arte, questa eccentrica effigie dei sentimenti umani, è l’indiscussa protagonista dei quattro incontri del suddetto Collettivo, due dei quali avranno luogo presso il locale Civico 103, sito in Aversa, sabato 19 e domenica 20 gennaio.

Sabato 19 si darà spazio ad una mostra d’arte figurativa e d’installazione, seguita da uno spettacolo teatrale in cui saranno interpretati svariati testi poetici. Domenica 20 sarà la volta della lettura di alcune considerazioni espresse dagli spettatori e contenute in un quaderno messo a loro disposizione.

I precedenti eventi, svoltisi sabato 12 e domenica 13 gennaio, hanno ricalcato le orme della poesia attraverso un reading di componimenti poetici inediti, scritti dagli stessi membri del Collettivo, e della danza, dando vita ad uno straordinario spettacolo musicale.

Il Collettivo Malaterra, come afferma uno dei fondatori Giovanni Vanacore, nasce come un’aggregazione di artisti, spronati dall’encomiabile obiettivo di divulgare l’ammaliante verbo dell’arte nel contesto di una mala terra, barbaramente molestata, al fine di riscattare il valore catartico di questa Musa, attraverso le manifestazioni di chi la crea e di chi si abbevera alla sua fonte. E proprio un territorio così braccato e perseguitato come quello dell’agro-aversano, ribattezzato tristemente come “terra dei fuochi”, ha dato luce ad un nobile progetto che continua a crescere fin da maggio dello scorso anno.

“O uomini, ah! uomini miei
Vi nutrono di false chiacchiere,
mentre avete bisogno di pane e carne.
per domare i crampi della fame.”

Nazim Hikmet

Vi aspettiamo il 19 e il 20 gennaio presso il Civico 103 art gallery alle ore 21.

Clara Letizia Riccio

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